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 Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   25-06-2007 21:24

Questa lettera ORIGINALE scritta da P. Paoli a J. Boswell, venne inviata il 23 dicembre 1765 da Pasquale Paoli in risposta allo stesso che gli aveva scritto da Bastia per congedarsi da lui prima di lasciare la Corsica "with reluctance" per raggiungere Genova.
Si nota come Paoli scrivesse in PERFETTO ITALIANO e che la sua padronanza della lingua italiana fosse TOTALE.
Questo in risposta a tutti coloro che sostengono che l'italiano non fosse la lingua UFFICIALE usata dal Paoli (anche adottata durante la breve indipendenza dell'isola) e a coloro che, con una montagna di bugie, negano i PROFONDI e INCANCELLABILI legami che da SEMPRE esistono fra la Corsica e l'Italia.

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STIMATISSIMO SIGNOR BOSWELL.

RICEVEI la lettera che mi favori da Bastia, e mi consolo assai colla notizia di essersi rimessa in perfetta salute. Buon per lei che cadde in mano di un valente medico! Quando altra volta il disgusto de' paesi colti, ed ameni lo prendesse, e lo portasse in questa infelice contrada, procurerò che sia alloggiata in camere più calde, e custodita [custodite] di quelle della casa Colonna in Sollacarò; mà ella ancora dovrà contentarsi di non viaggiare quando la giornata, e la stagione vogliono che si resti in casa per attendere il tempo buono. Io resto ora impaziente per la lettera che ha promesso scrivermi da Genova, dove dubito assai che la delicatezza di quelle dame non le abbia fatto fare qualche giorno di quarantena, per ispurgarsi di ogni anche più leggiero influsso, che possa avere portato seco dell'aria di questo paese; e molto più, se le fosse venuto il capriccio di far vedere quell' abito di veluto Corso, e quel berrettone di cui i Corsi vogliono l'origine dagli elmi antichi, ed i Genovesi lo dicono inventato da quelli che, rubando alla strada, non vogliano essere conosciuti: come se in tempo del loro governo avessero mai avuta apprensione di castigo i ladri pubblici! Son sicuro però, che ella presso [preso] avrà il buon partito con quelle amabili, e delicate persone, insinuando alle medesime, che il cuore delle belle è fatto per la compassione, non per il disprezzo, e per la tirannia; e cosi [così] sarà rientrato facilmente nella lor grazia.
Io ritornato in Corte ebbi subito la notizia del secreto sbarco dell'Abbatucci nelle spiaggie di Solenzara. Tutte le apparenze fanno credere che il medesimo sia venuto con disegni opposti alla pubblica quiete; pure si è constituito in castello, e protesta ravvedimento. Nel venire per Bocognano si seppe, che un capitano riformato Genovese cercava compagni per assassinarmi. Non potè rinvenirne e vedendosi scoperto si pose alla macchia, dove è stato ucciso dalle squadriglie che gli tenevano dietro i magistrati delle provincie oltramontane. Queste insidie non sembrano buoni preliminari del nostro accomodamento colla repubblica di Genova. Io sto passando il sindicato a questa provincia di Nebbio. Verso il 10 dell' entrante anderò per l'istesso oggetto in quella del Capocorso, ed il mese di Febrajo facilmente mi trattenerò in Balagna. Ritornerò poi in Corte alla primavera, per prepararmi all'apertura della consulta generale. In ogni luogo avrò presente la sua amicizia, e sarò desideroso de' continui suoi riscontri. Frattanto ella mi creda.

Suo affettuosissimo amico

PASQUALE DE' PAOLI.

PATRIMONIO,
23 Decembre, 1765.


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Occit@n



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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Polese 
Data:   27-06-2007 22:31

Ciò Vecio ;)

che a lingua di Pasquale Paoli ghjera u Talianu ghjè più certu di u fattu che l'Articu un ghjè un cuntinente!
Issa cusa un ghjè stata mai messa nemmancu in discussione da tutti chilli che hannu capa sana.
Solu i inguranti possonu dì chi u Talianu pe' Paoli un ghjera lingua madre ma straniera.

Ma poi accantu a issu, ghjè ancu da dì, comu hà dettu be' Brocca tempu fa, che "u Babbu" si sentiva ancu Talianu - in sensu culturale - a tutti i effetti, comu dimustratu da issa affermaziune di u 1755:

<< Simu Corsi per nascita e sentimentu, ma prima di tutto ci sentimu Italiani per lingua, origini, costumi e tradizioni. [...] e l'Italiani tutti sò fratelli e solidali davant'a Storia e davant'a Dio. [...] Cume Corsi 'un vulemi esse né servi né "ribelli" e cume Italiani avemu u dirittu di trattà d'uguale a uguale cu' l'altri Italiani. [...] A nostra guerra di liberazionbe è santa e ghjsta, cume santu e ghjustu è un nome di Dio, e qui, in li nostrimonti, spunterà per l'Italia u sole di a libertà! >>.

Saludi istriani

Te, come donna sconosciuta ancora, che la voce e l'andar suo c'innamora, o Corsica, pensai con lieto amor. Itala terra sei. Nell'accorata delle tue donne funeral ballata spirano i suoni che il mio Dante amò. Sempre Italia sarai. (Tommaseo, 1839)

Missaghju editatu (27-06-2007 22:32)

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   28-06-2007 20:06

Ciao Polese!

Bentornato! ;-)

L'italiano è SEMPRE stato la lingua usata nelle pubblica amministrazione e nelle letteratura e cultura corsa.
Questo fino all'800!
In Corsica si è sempre parlato ITALIANO.
Quindi chi vuole dare ad intendere che la Corsica e l'Italia sono entità culturali staccate dice una montagna di stronzate.
Il Corso è uno dei dialetti che più si avvicinano all'italiano standard ed è quindi ITALIANISSIMO!
Altro che gemellaggi con la "Sardegna"?!
Il Sardo è completamente diverso dal corso e le due isole sono sempre state separate per storia e cultura.
Se nell'estremo nord-est della Sardegna la parlata è simile al corso del sud è perchè sono i CORSI che sono emigrati in quelle terre e le hanno colonizzate, lasciando le tracce della loro lingua.
La Corsica si dovrebbe gemellare con la "Toscana o con l'Umbria"!
Ovvero con il CUORE dell'Italia.
Lì sono le VERE RADICI della cultura corsa!

Saludi da Pago.

Occitan

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fernando 
Data:   28-06-2007 20:32

Culturalmente a Sardigna e' a Corsica hannu sumiglienze tamante e' specificità uniche in u Mediterraniu e' in u mondu.
Bast'a' pensa a' u cantu tenurale; ellu ghjè guasgi u stessu tra e duje isule, e' ùn pò esse paragunatu né a' a melupèa greca né mancu a' i canti religiosi di u Caucasu, perché cumunque sfarenti.
A storia e duje isule surelle ùn l'ha divise assai, perché resta u fattu chì a cucina, a manera tradiziunale di vestesi, in parte a funetica e' u lessicu di a lingua, e' pè ùn sminticacci a bandera, sò guasgi i stessi.
Chì poi i dialetti di a Corsica sò italurumanzi, questu ùn vole micca dice chì ci sia una divisione etnica particulare cù a Sardigna; pè mè e' pè assai sardi ella ùn c'è, basta a' dumandà.
E radiche di a cultura corsa sò cumuni a' a Sardigna, indipendentemente da e divisioni geopulitiche di a storia.
Cunsigliu d'andà più spessu in Corsica pè verificà di persona.


Fernando

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   28-06-2007 21:33

Io tutta questa somiglianza proprio non ce la vedo?!
Il sardo è un dialetto che ha radici glottologiche molto diverse dal corso.
Il sardo ha mantenuto fonemi delle lingue pre-latine, cosa assolutamente assente nel corso.
Il corso è vicinissimo sia grammaticalmente che foneticamente al tosco-umbro, il sardo per certi versi potrebbe considerarsi un idioma a se stante.
Stento a credere che un corso di Bastia capisca al volo un sardo di Cagliari.
La storia della Corsica dalla caduta dell'Impero romano in poi, è sempre stata legata a Genova e Pisa.
La Sardegna ha avuto un percorso storico completamente diverso per migliaia di anni.
Anche dal punto di vista etnico-genetico i sardi presentano caratteristiche proprie, i Corsi invece si avvicinano per struttura fisica alle popolazioni del centro Italia.
La cucina poi...........a Bastia abbiamo una cucina tipicamente toscana!
A Cagliari invece il modo di cucinare è totalmente differente.
Per non parlare poi della natura, la Corsica in buona parte del suo entroterra ha paesaggi tipicamente alpini, con castagneti e vegetazione di alta montagna, fatto quasi del tutto assente in Sardegna.
La Corsica è mare e monte, la Sardegna solo monte.
Il mare in Sardegna è una scoperta del turismo recente, la Corsica ha sempre avuto (con Genova e Pisa ) tradizioni marittime.
L'impronta archittettonica dei paesi in Corsica è quella medioevale del centro Italia o della Liguria.
In Sardegna non è proprio così.
Corsica e Sardegna hanno le stesse similitudini che possono avere il Piemonte e la Sicilia.

Occitan

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: pitti-rossu 
Data:   29-06-2007 09:05

Salute .

Simu sempre manta listessu sughjettu ? perche ?

Fermando dighje di fà una affaccata in Corsica , Occitanu campenu ind'è noi incu à nostra manera d'esse.
Si po capisce chi Corsi un volemu piu vene manta stu foru , per fà discorsi.

a populu fattu bisognu a marchjà

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Brocca 
Data:   29-06-2007 09:36

Nonostante le simpatie per si sardi che conosco e alcuni punti comuni, credo che sostanzialmente abbia ragione Occita@n. Escludo che un corso possa capire un sardo (tranne ovviamente l'intercomprensione tra sopratutto i sartinesi, ma anche gli altri corsi, e i galluresi).

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fernando 
Data:   29-06-2007 10:11

Salute!


Ripetu chì: "Culturalmente a Sardigna e' a Corsica hannu sumiglienze tamante e' specificità uniche in u Mediterraniu e' in u mondu.

Bast'a' pensa a' u cantu tenurale; ellu ghjè guasgi u stessu tra e duje isule.

A storia e duje isule surelle ùn l'ha divise assai, perché resta u fattu chì a cucina, a manera tradiziunale di vestesi, in parte a funetica e' u lessicu di a lingua, e' pè ùn sminticacci a bandera, sò guasgi i stessi.

Chì poi i dialetti di a Corsica sò italurumanzi, questu ùn vole micca dice chì ci sia una divisione etnica particulare cù a Sardigna...

E radiche di a cultura corsa sò cumuni a' a Sardigna, indipendentemente da e divisioni geopulitiche di a storia."


Aghju fattu un modestissimu discorsu storicu, antropologicu e' linguisticu chì ùn è statu lettu bene micca, e' l'affare ùn mi face micca piacè.

Cunsigliu d'andà in Corsica e' in Sardigna pè verificà di persona, e' ancu di leghje nantu a' a cultura di e duje isule, perché ghjè evidente, oh cumpagni di viaghju nentr'a' 'stu situ, chì ùn avite i sufficienti strumenti pè nutà e' sumiglienze chì, cume putrete andà a' vede, sò monda di più.

Ùn pensu chì ci è qualchi d'unu di voii chì vole nigà a rialità di i dati scientifici, e' ancu quella chì si vede, o semplicemente di parlà "per partito preso", cume dimu in Italia, perché allora vole dice chì simu parlendu di Cipro e' Creta o chè.


Cun amicizia, "in punta di piedi",
e' sempre in lingua corsa (super-strappata),



Fernando :)

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   29-06-2007 20:49

Caro Pitti-rossu,

in Corsica io ci vengo tutti gli anni da circa 25 anni.
L'ho girata in lungo e in largo e penso di conoscerla abbastanza bene.
Ho addirittura intenzione di comperare un appartamento nella zona di Capo Corso per potermi stabilire là.
Conosco i Corsi, le loro tradizioni, la loro cultura, la loro lingua.
Ho molti amici in Corsica e mi sono sempre trovato bene.
I corsi sono sempre stati molto ospitali e molto cordiali, proprio come la gente del centro-Italia.
In Sardegna ci sono stato 3 volte. Due volte, nel sud e a Cagliari, un'altra in Costa Smeralda.
Non posso dire di conoscere bene la Sardegna come la Corsica, ma per quello che ho potuto vedere e capire, le differenze fra le due regioni sono enormi.
A parte la storia delle due isole che le ha tenute lontane per millenni , il dialetto corso parlato a Bastia è completamente diverso dal sardo che si parla a Cagliari e sfido chiunque a trovarmi delle somiglianze lessicali.
E credo che due persone, una di Bastia e l'altra di Cagliari, qualora parlassero nel loro dialetto, difficilmente riuscirebbero a comprendersi se non eclusivamente a gesti.
L'unica zona della Sardegna dove si parla un dialetto simile (ma NON uguale) al corso del sud, è la punta estrema della Gallura.
Ma questo solo perchè nel 1400 vi si sono stabilite delle famiglie provenienti dalla Corsica che, emigrate in quelle terre, le hanno popolate e hanno lasciato un impronta della loro lingua.
Anche fisicamente la maggior parte dei sardi hanno una loro struttura riconoscibile, statura non molto alta, linementi marcati e capelli scuri.
I Corsi invece hanno una popolazione assai varia che va dal tipo mediterraneo a quello alpino.
Una somiglianza fra Corsica e Sardegna c'è ed è quella geologica, fanno parte entrambe della stessa piattaforma, oppure a livello prestorico erano già popolate ....... ma anche la Liguria e la Provenza ai tempi di Neanderthal erano già abitate.
Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma per me Corsica e Sardegna, pur essendo molto vicine di punti in comune ne hanno pochissimi.

Occit@n

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: bellacoscia 
Data:   30-06-2007 12:57

La Sardegna è stata stravolta dall'onda del turismo che ne ha snaturato l'essenza. L'Aga Khan e la Costa Smeralda ne hanno decretato il lento asservimento ai consumi di massa. Pensare che gente di Arcore ne abbia fatto la propria dependance è avvilente.
Un po' come è successo a l'isola di Cavallo (sull'altra sponda).
Ricordo i bei romanzi di Grazia Deledda tutti ambientati nell'inetrno montagnoso dell'isola, capace di rivelare la vera natura del popolo sardo. Anche la cucina sarda, originariamente era di tipo contadino-pastorale. Oggi invece imperversano dappertutto improponibili ristoranti sardi a base di pesce crudo!
Per questo da venti anni preferisco i lidi greci, dove l'estate è perennemente azzurra, il cielo non è mai macchiato da nubi, la gente è ospitale come l'Odissea e millenni di tradizione hanno inciso nel DNA del popolo ellenico. E, non ultimo, il turista non è il pollo da spennare e rimandare via con le tasche vuote!
Bellacoscia

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fernando 
Data:   30-06-2007 14:30

Salute.

Occit@n e' Bellacoscia, permettetemi di divvi ch'ùn cunnoscite né a Sardigna né a Corsica.

Aghju lettu solu inesattezze e' "luoghi comuni", da a nuvità nant'a' u pesciu crudu (cume l'eschimesi di u seculu passatu?) a' i sardi bassi.
Senza offesa e' senza davvi lezioni, ma site luntani da a rialità pè un milione d'anni-luce.

Ripetu pè a terza e' ultima volta: si vulite, andate prima in Sardegna e' poi in Corsica (o viceversa), viaghjate in a costa e' in l'internu, duchimentatevi, ci sò assai libri e' siti-web di cultura sarda e corsa; dopu putite parlà e' dice a vostra, ma solu dopu avè cunnosciutu in manera apprufondita e duje isule surelle.

Bellacoscia, si ùn ti garba di vène in Sardigna, o fai un sforzu pè cunnoscela o sii più rispettosu quandu ni parli.


Cun amicizia,



Fernando

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   30-06-2007 15:39

Fernando,

non ho bisogno di leggere libri e di navigare nei siti web per documentarmi sulla Corsica perchè, come ho scritto, in Corsica ci vado da 25 anni tutti gli anni.
Poi sei libero di crederci o meno, non è che la cosa mi importi molto.
Sono d'accordo con Bellacoscia sullo stravolgimento totale che è stato fatto in Sardegna (Costa Smeralda e Gallura) dell'ambiente e della cultura per far spazio all'industria turistica.
Ci sono stato solo una volta e mi è bastato.
Penso che non ci ritornerò mai più.
Infatti è vero che nei ristoranti si propongono menù SARDI a base di pesce crudo?!
Cosa assurda quando la cucina sarda è una cucina essenzialmente di "monte" e non di "mare"!
Rimanendo in tema gastronomico, anche qui si possono notare le enormi differenze che separano la cucina della Corsica da quella della Sardegna.
Il Brocciu, il tipico formaggio a base di latte di pecora e/o di capra che si condisce sia con il dolce che con lo speziato, è tipico della montagna ligure-piemontese, dove viene chiamato Brussu (ligure) o Bruss (piemontese). Non so se esiste in Sardegna.
Le castagne poi rappresentano l'ANIMA dell'entroterra della Corsica, tant'è che esiste una regione "Castagniccia" che porta il loro nome.
Non mi risulta che in Sardegna la coltura delle castagne sia così diffusa e onnipresente come in Corsica.
In Corsica la castagna entra nella gastronomia da ogni parte, come polenta, dolci, piatti di carne e dessert!
In questo la Corsica si avvicina alla tradizione ligure-piemontese ma anche tosco-umbra dove la coltivazione delle castagne è diffusissima.
Per non parlare poi della salumeria corsa, che è sviluppatissima e produce ogni forma di insaccato e dove i maiali vengono allevati liberi.
Non mi sembra che in Sardegna sia così diffusa la norcineria.
Infine in Corsica il pesce da sempre entra nella tradizione gastronomica isolana, assieme alla pasta e all'uso dell'olio di oliva. Tutti ingredienti di base della cucina italiana.

Occit@n



Missaghju editatu (30-06-2007 15:42)

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Brocca 
Data:   30-06-2007 16:06

Per Occit@n: per la castagna ti consiglio l'accostamento con la Toscana vd i necci toscani=i nicci còrsi.

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: pitti-rossu 
Data:   30-06-2007 23:05

Occitanu

Di sicuru , per dilla cussi so d'accusentu cun tè, à nostra cultura die piu vicina di voi , che di a francia.
Parli di cumpra una casa in Capi Corsu,fà u santu piace compra versu in de te. Noi luttemu per a nostra terra , chi parte versu mani, cun so piu Corse, eccu dimu un modu di tumba un Populu.
Biera cun a Castagna dimu .

a populu fattu bisognu a marchjà

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fabrì18 
Data:   30-06-2007 23:27

Un aghju micca u laziu di parlà troppu, ma duie cose a vi dicu in furia:

- Occitan, s'elle sò assai e cose ghjuste chì hai elencatu, u brocciu corsu incù u bross [bruss] piemuntese ùn c'entra manc'appena: stu furmagliu piemuntese ghjè più parente cù u Gorgonzola o u Roquefort chì cù u brocciu, credi à mè. Quant'à a Liguria ùn ne so abbastanza.

- Pitti-Rossu, forse i Taliani chì oghje si ne venenu in Corsica puderanu esse i Corsi di dumane, micca tutti, ma qualchidunu pò esse; à i tempi hè di già statu cusì, i Taliani sò sempre venuti in Corsica pè travaglià è poi ci sò nate e famiglie è i figlioli ghjeranu Corsi è parlavanu corsu. Mentre chì i Francesi chì so venuti in Corsica sò firmati Francesi è hanu seguitatu à parlà francese, quista faccenda ci vole à dilla chjara. Un sò micca i Taliani chì tombanu a Corsica, quissa poi no. S'eo mi sbagliu, ditemela.

Amicizia.

http://www.radiche.eu

Missaghju editatu (30-06-2007 23:28)

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Brocca 
Data:   01-07-2007 10:08

Per Pittirossu. Megliu un talianu che un pinzutu. Almenu ùn vota micca, e a presenza di taliani ci po' aiutà a ùn parlà sempre francese.

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: pitti-rossu 
Data:   01-07-2007 14:18

Fabri - Brocca.


Cumpra una casa per passa , solu dui mesi , poccu mi brama .
D'accusentu cun te , a lingua po fà assai. Taliani o francesi listessa cosa.
Si po chjama stu sistemu ""CULUNIZZAZIONE DI POPULAMENTU".

Per noi l'ughjettivi die di mette in ballu una Cunsulta Naziunale
A ricuniscenza di u modu ufficiale di u populu Corsu è di i so diritti
Urganizà a Nazione rispettentu a diversità du tuttu ugnunu .Messa in ballu di una legalità fora di quella francesa.
Urganizazione di cunsultazione populare nant'à fatti di sucetà.
L'attribuzione di terreni o di casamenti à ghjente chi puderanu testimunià di omancu dece anni di residenza principale in Corsica

a populu fattu bisognu a marchjà

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   01-07-2007 14:38

Caro Pitti-rossu,

l'autonomia e l'eventuale indipendenza della Corsica non si conquistano con la CHIUSURA nei confronti del mondo che la circonda.
Mi sembra che il tuo "protezionismo" sia proprio quello economico di stampo francese, che vuole privilegi solo per il proprio tornaconto.
Viviamo in una Europa Unita e in mondo che si globalizza, proporre restrizioni autarchiche di stampo mussoliniano mi sembra ridicolo e fuori tempo.
Se io ITALIANO compro una casa in Corsica per passarci le vacanze o dei periodi brevi, NON COLONIZZO la Corsica perchè il mio lavoro e i miei interessi sono altrove.
Anzi, porto soldi e muovo l'economia locale impedendo ai corsi di EMIGRARE per trovare lavoro altrove.
Se io FRANCESE compro una casa in Corsica per stabilirmi lì PER SEMPRE allora forse COLONIZZO la Corsica perchè i miei interessi e il mio lavoro ruoteranno in quell'ambiente.
Gli italiani poi non sono assolutamente STRANIERI in Corsica perchè facciamo parte della stessa NAZIONE che è quella italofona.
Come non sarebbe straniero in Corsica un Ticinese o uno di Malta.
Se la Corsica vuole maggiore autonomia, sullo stile ad esempio del SUD TIROL italiano, deve imporsi con lo stato francese e lottare contro chi la sfrutta da 250 anni. Non chiudersi in un limbo isolazionista che altro non farebbe che distruggere le sue radici.
Con amicizia.

Occit@n



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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Occit@n 
Data:   01-07-2007 14:42

Fabri18,

il bruss piemontese si prepara allo stesso modo del brocciu corso, solo che il bruss (a volte) può essere fatto fermentare con aggiunta di aglio e spezie per renderlo piccante.
Nella sua sua versione non fermentata è uguale al brocciu.
Lo stesso dicasi per il brussu ligure.

Occit@n

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fabrì18 
Data:   01-07-2007 18:22

Cum'è tu voli tu, ma u bruss firma un furmagliu forte assai: a versione micca fermentata hè fatta per i turisti. Incù u veru bruss ci si pò tumbà qualchidunu! ;-)

Da Paoli simu ghjunti à u casgiu!

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: saligaresu 
Data:   02-07-2007 10:50

ma chi l'ha dittu chi a cucina sarda ghjè solu di muntagna?e a cabras,oristanu,alighera,casteddu?ma chi saldigna aeti istu?chidda di li depliant?
in chici v'è sempri stata a tradizioni de l'aligusta,a cabras di la bottariga...ma infurmatevi prima....saldi bassi e scuri?ancu chista ghje una faula,vi sò paisoli di ghjente salda a u 100% undi hè pienu di passoni biondi e cu l'occhji chiari....undi vi sò ancu palsoni de un metru e nuvanta.
abà basta co sti lochi cumuni nant'a la saldigna e li saldi.....

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fabrì18 
Data:   02-07-2007 11:03

Ancu què ghje vera...

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: pitti-rossu 
Data:   02-07-2007 21:38

Occitan.
Un che chiusura, vogliu di veni dui mesi , dopu Baccala per Corsica.
Una Europa unita ? Globalizzazione di u mondu si .
Simu un populu chi si more pianu pianu, u populu Talianu sempre vivu.Apertura à ognumu chi vole battesi cun noi, per a ricunniscenza di u nostru populu a nivellu internaziunale è di i so diritti chi ci portanu à l'autodeterminazione,è infine à a suvranità Naziunale.

Associu per a Cunsulta Naziunale
Bp 98 20250 Corti.

a populu fattu bisognu a marchjà

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Fernando 
Data:   02-07-2007 22:04

Pittirossu, a bandera cù i quattru mori ci serà.


Fernando

Risponda à stu missaghju
 
 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Polese 
Data:   06-07-2007 19:19

Tutti ci saremu, ancu nui purtandu a bandiera cu a capra che sta nant'à a u poggiu!

Saludi istriani

Risponda à stu missaghju
 
 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Polese 
Data:   12-07-2007 22:39

Occit@n hà scrittu:

> Gli italiani poi non sono assolutamente STRANIERI in Corsica
> perchè facciamo parte della stessa NAZIONE che è quella
> italofona.
> Come non sarebbe straniero in Corsica un Ticinese o uno di
> Malta.

Oh Vecio,
tu hài sminticatu nui Istriani! ;)

Saludi istriani

Risponda à stu missaghju
 
 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Sloveno 
Data:   21-07-2007 10:56

O Polese, tu sei un extracomuntariu, o ti ni sei smenticatu?

Risponda à stu missaghju
 
 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Polese Istrian 
Data:   23-07-2007 11:49

Caru Sluvenu,

si sei propriu di u Paese da cui dichj di venì, tandu cu a tò frase hài mustratu bene bè u carattere di a tò ghjente!
Devu a ringrazziatti perchè si l'avìà dettu eù un ci avrìa credutu nisciunu!

Tranquillu, che nui prima o poi murimu, cume aspittate da anni, ma a Storia un si cancella; puru chi distrugghjete documenti o un fate accede a i archivi, a Storia rimane caru meju amicu, e di a storia, comu di tuttu quantu parla di a mia terra avete tamanta paura che ancu' avà tumbate alcuni di nui Taliani d'Istria o dii miei cunnaziunali di altre parti di a Penisula chi vannu in vacanza e, per ghjustificà chissi atti, duvete pè forza mette in mezzu u fascismu (che in Italia un ghjè più da sisantadui ani!); fascismu, anzi nazismu, sottu u quale avete fattu cuse pegghju di e nostre ma che avete saputu disconosce quandu ghjera megliu Titu!
Avà parlate di pace e di Europa unita... ma, tandu, che bisognu avete di cuntinuà a tumbà????

Ghjè inutile che u dicu eù cusa site, u mustrate da soli!


Saludi istriani a i foresti sloveni

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Polese Istrian 
Data:   23-07-2007 11:57

Ah mi sminticavu, pè lasciarti cu un regalu, di scriverti una frase di u naziunalista sluvenu Valvassor - che tu, si sei propriu sluvenu, dovrìa cunosce - che, ind''a metà di u 1600, scriveva:

" in Istria la maggior parte degli abitanti tanto della parte Veneta quanto della Contea di Pisino sono dei veri istriani e la loro lingua è un italiano dialettale".

Saludi istriani

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: nicolas_ 
Data:   24-07-2007 23:39

Polese, trancuillu, si chiddu è slovenu, eu socu turcomanu ;)
Mi pari evidenti chi chiddu è talianu, d'altra palti micca è da maraviddassi chi li primi razzisti so li taliani nant'a alti taliani, la sani tutti.
Dunca, 100% iddu no ha mai intesu mintuà chiddu Valvassor...;)e a malapena saperà undi è Maribor, forsa :)

M'aìa persu li fesserii occitani, ma mi pari chi ghjià l'hani rispostu bè.
Iddu no sa nudda di nudda, nè di la Corsica, nè di la Saldigna.
La linga salda è a palti, chjiaru, ma prima era assai vicina a la corsa, li elementi protosardi erani comuni.
Dapoi si so' distinti, è lu corsu è diventatu italu rumanzu, lu saldu micca.
Ovviamenti unu di Bastia faiddendi corsu è un casteddaiu faiddendi sardu no si cumprendini nudda, ma chistu no nega li sumiddanzi chi vi so.
Si puru la linga corsa è più simili a lu dialettu talianu, tuttu lu restu è simili a la Saldigna, li sumiddanzi so enormi, e li isuli gemeddi, aggradi o micca a calchidunu, semu noi.
Occitanu la Saldigna l'ha vista in cartulina, voddu spirà, palchì si a veru è vinutu e no ha cumpresu nudda, sarìa un beddu prublema.
La Saldigna costera, di L'Alighera, Cabras, Casteddu, ha sempri autu tradizioni marinara manna.
La maghjor parti di la Saldigna no, ma celti zoni eja.
La Saldigna è la zona più selvaghjia chi vi sia, dapoi di la Corsica.
La Corsica è più pura e selvaghjia, demu d'accoldu, ma dapoi v'è la Saldigna, chi cumparata a l'Italia è purissima e selvaghjissima.
E sinnò dumandetilu a li cuntinentali.
Si la Saldigna è costruita etc, la Sicilia chi cosa è? una porcherìa? e la Campania? e lu Lazio?? etc etc?? lacchemu paldì.
Si andeti in lu centru di la Saldigna vidareti natura pura cantu la Corsica, solu cun più pocu veldi, pa lu clima, e bo.
E micca solu in lu centru.
Solu la Costa Smeralda è artificiali. Lu restu micca.
La cucina in Saldigna è mari e monti, unica.
La linga gadduresa è una varianti di corsu pumuntincu, e si faedda in praticamenti tutta la Gaddura, chi è manna a bastanzia.
La castagna in l'internu di la Saldigna è usata comu in Corsica.
Celtu, no poi agattà alburi di castagna in lu mari, no credu chi a Aiacciu aghjiani la castagna...
Andeti a Tonara, Aritzo, etc, e vidareti li castagni, in Saldigna...
Cantu a casgiu, chici n'emu cussì tantu chi sicuramenti vi n'arà calchidunu simili a chiddu corsu.
La ghienti emu listessu DNA. È vera, li saldi tipichi no semu micca alti, l'altura media è assai bassa, ma chiddi chi in Corsica so alti e biondi, dappressu a voi, chi urighjni hani?? puri corsi da ghjienerazioni????.....
In Corsica v'è statu assai più miscia miscia chi da noi, e lu caratteri corsu puru s'è persu di più.
Ma parò in Saldigna puru emu sempri autu altri caratteristichi, comu ancora in Sicilia.
Vi so li biondi, e in l'internu suprattuttu, in la pruvincia di Nuoro, emu ghjienti alta e cun li capiddi ruji, chi no si sa bè da undi venini.
Dunca, a pocu cun li fauli, e li lochi cumuni. Aggradi o micca, semu isuli gemeddi, ancora si emu assai diffarenzi.
In ugna casu, li taliani in Corsica so' stragni, e da sempri, micca so' lucali.
Dunca, saria beddu chi facìani lu sfolzu di amparà a lu mancu la linga lucali, inveci di usà lu so' dialettu.
Si unu chi dici d'andacci da 25 anni (forsa in lu sonniu:) no ha amparatu nudda di la linga corsa, figuremuci....

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Massimo 
Data:   30-11-2009 01:01

Ho visto ke parlavite delle castagne 'n corsica e anco de' nnicci. Ci sarebbi vi da mette 'n evidensa una storia che nissun sa piue. Vella de' llukkezi e de' ggarfagnini che andavino 'n Corsica a lavorà. Erin carbonai e boscaioli. Erin omini duri. Lavoravin come micci. Tanti reston laggiue. Addirittura a' ttempi che 'n Corsica comandavin i ggenovesi si trovon ne' ffurfurelli e presin parte alle rivolte e stettin co' ccorsi. Sarébbi bello potè contà tutta la loro storia. c'andono per tre segoli dal XVII al XIX. E per tornà alla prima riga che ho scritto a casa loro campavin di castagne e 'l castagno lo conoscevin bene! C'è da pensà che abbin imparo da' ccorsi e 'nsegno tante a' ccorsi....cose sulla coltivassion del castagno.

Massimo

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Massimo 
Data:   30-11-2009 01:02

Ho visto ke parlavite delle castagne 'n corsica e anco de' nnicci. Ci sarebbi vi da mette 'n evidensa una storia che nissun sa piue. Vella de' llukkezi e de' ggarfagnini che andavino 'n Corsica a lavorà. Erin carbonai e boscaioli. Erin omini duri. Lavoravin come micci. Tanti reston laggiue. Addirittura a' ttempi che 'n Corsica comandavin i ggenovesi si trovon ne' ffurfurelli e presin parte alle rivolte e stettin co' ccorsi. Sarébbi bello potè contà tutta la loro storia. c'andono per tre segoli dal XVII al XIX. E per tornà alla prima riga che ho scritto a casa loro campavin di castagne e 'l castagno lo conoscevin bene! C'è da pensà che abbin imparo da' ccorsi e 'nsegno tante a' ccorsi....cose sulla coltivassion del castagno.

MassimoFabrì18 hà scrittu:

> Un aghju micca u laziu di parlà troppu, ma duie cose a vi dicu
> in furia:
>
> - Occitan, s'elle sò assai e cose ghjuste chì hai elencatu, u
> brocciu corsu incù u bross [bruss] piemuntese ùn c'entra
> manc'appena: stu furmagliu piemuntese ghjè più parente cù u
> Gorgonzola o u Roquefort chì cù u brocciu, credi à mè. Quant'à
> a Liguria ùn ne so abbastanza.
>
> - Pitti-Rossu, forse i Taliani chì oghje si ne venenu in
> Corsica puderanu esse i Corsi di dumane, micca tutti, ma
> qualchidunu pò esse; à i tempi hè di già statu cusì, i Taliani
> sò sempre venuti in Corsica pè travaglià è poi ci sò nate e
> famiglie è i figlioli ghjeranu Corsi è parlavanu corsu. Mentre
> chì i Francesi chì so venuti in Corsica sò firmati Francesi è
> hanu seguitatu à parlà francese, quista faccenda ci vole à
> dilla chjara. Un sò micca i Taliani chì tombanu a Corsica,
> quissa poi no. S'eo mi sbagliu, ditemela.
>
> Amicizia.
>

>
> Missaghju editatu (30-06-2007 23:28)

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: pitti-rossu 
Data:   30-11-2009 14:33

Salute Massino salute a tutti

So d'accusentu cun tè .

a populu fattu bisognu a marchjà

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 Re: Lettera di P. Paoli a J. Boswell
Autori: Il lucchese 
Data:   14-07-2010 16:59

O massimo,
d'indù sei. A vedé come scrivi mi pari di Lucca anco te. Tutto vel che dici è vero, si ne parlò già qualch'annetto fa, ma ti vo' aggiunnge 'na 'osa. è tanto vero che ci fue immigrassion da Lucca e Garfagnana che in Corsica per parlà dell'italiani in senso dispregiativo ni dicin "Lucchese".

Stammi bè è un salutu à tutti l'amichi di u foru ch'hè tantu che un sentia.

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